Pubblicato: 16 Settembre 2021  -  Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2021

Business Intelligence: ecco come può aiutare un’azienda

Business Intelligence: ecco come può aiutare un’azienda

La business intelligence è uno strumento che, spesso inconsciamente, è ormai parte integrante di quasi ogni attività aziendale.
Con l’enorme diffusione dei Big Data, infatti, è assolutamente essenziale sapere come raccoglierli e usarli a proprio vantaggio, impattando il business in maniera positiva.

Vediamo quindi in questo articolo cos’è la business intelligence e come funziona!

Cos’è la business intelligence?

La Business Intelligence, o BI, è l’insieme di tutti gli strumenti e i processi utili a raccogliere, analizzare e sfruttare i dati.
Comprende quindi business analytics, visualizzazione dei dati, data mining, infrastrutture e le best practice utili per raggiungere i risultati.

L’obiettivo è ricavare dai dati informazioni utili per delineare strategie consapevoli di business capaci di migliorare l’andamento dell’attività orientandolo verso una crescita.
Bisogna infatti ricordare che i Big Data sono una risorsa ormai onnipresente nella nostra società e nel mondo del lavoro: negli ultimi anni si sono diffusi a vista d’occhio e il valore che rappresentano è inestimabile. Basti pensare che sono oggi considerati il nuovo petrolio della nostra epoca.

Per questo saperli sfruttare è fondamentale e usando le tecniche giuste anche dati apparentemente privi di significato possono in realtà suggerire piani d’azione efficaci.
Con la business intelligence, per esempio, si può capire quali sono le principali risorse su cui investire, quali scelte non portano reale guadagno all’azienda o quali proposte possono rivelarsi vantaggiose per il futuro.

Come funziona la BI

Per capire come funzionano le tecniche di business intelligence, è utile immaginare un processo suddiviso in 3 fasi principali.

Ecco quali sono:

  1. Nella prima fase la BI raccoglie grandi quantità di dati suddividendoli nei tre macro gruppi, ossia Big Data demografici (relativi alla popolazione), Big Data sociografici (comprendenti caratteristiche come il reddito) e Big Data psicografici (relativi ad abitudini e interessi). Queste banche dati vengono poi scremate e incrociate tra loro, in modo da estrapolare le informazioni che possono avere un valore effettivo per l’azienda.
  2. Nella seconda fase i dati vengono uniformati: spesso, infatti, le fonti da cui estrarre informazioni sono molto diverse e si può avere a che fare con documenti di testo, numeri, video, immagini e molto altro. La BI cerca quindi di rendere omogenei i dati e di pulirli, individuando solo quelli più significativi rispetto agli obiettivi del business.
  1. Nella terza fase si analizzano i dati, individuando trend e statistiche. In particolare sono quattro i processi di analisi utilizzati: la descriptive analytics si occupa del mercato, esaminando prestazioni e KPI. La predictive analytics analizza i possibili trend futuri, ricavati esaminando quelli passati e applicando modelli predittivi. La prescriptive analytics suggerisce decisioni strategiche basate sui dati e infine la automated analytics usa le informazioni ottenute per compiere direttamente delle azioni e attuare dei cambiamenti. Può per esempio modificare dei prezzi dinamici o inviare delle email personalizzate.

L’importanza della business intelligence

Sfruttando i dati, la business intelligence aiuta le aziende a delineare delle strategie basate su informazioni concrete e su prospettive reali dedotte da un’analisi accurata ed efficace.

Esaminando i dati e le prestazioni passati, infatti, è possibile capire quali fattori hanno influenzato l’azienda e in che modo, capendo di conseguenza come organizzarsi per il futuro per ridurre al minimo gli errori e i rischi.
Con la business intelligence è inoltre più facile individuare i trend di mercato, fare confronti utili con i competitor, analizzare il comportamento dei clienti e identificare i metodi per aumentare i profitti.

Il grosso vantaggio è che non c’è bisogno di un team tecnico di esperti per usare le piattaforme di business intelligence: anche chi non ha competenze di settore può facilmente accedere agli strumenti, contando su pannelli di controllo basilari che forniscono grafici e diagrammi intuitivi.

Incorporare la BI in azienda, quindi, significa rivedere i propri processi decisionali e renderli data driven, contando su:

  • processi automatizzati: dopo avere stabilito gli obiettivi dell’analisi, i processi di esame e di reporting sono svolti in automatico, permettendo di monitorare l’efficacia delle decisioni prese in tempo reale;
  • informazioni uniformi: i dati condivisi – che riguardino l’azienda, il mercato o i clienti, -sono forniti in maniera omogenea;
  • strategie valide: grazie ai dati ottenuti si possono prendere decisioni con velocità ed efficacia;
  • più sicurezza per i dati: con la BI i dati vengono gestiti meglio e con più sicurezza, rispettando la privacy e ogni criterio legato alle norme del GDPR.

BI: ecco gli strumenti e i software principali

La business intelligence mette a disposizione diversi tool e strumenti per semplificare i processi di analisi.

Vediamo quindi quali sono le piattaforme principali per la BI e quali caratteristiche hanno:

  • Tableau: permette di gestire i dati in ogni fase di analisi, partendo dalla raccolta e passando poi per la scrematura, l’esplorazione, la condivisione e infine la governance.
    I dati sono accessibili non solo al reparto IT, ma anche agli utenti che possono così visualizzarli e condividerli, favorendo l’interazione.

  • Microsoft Power BI: si basa su un software che non necessita di essere installato per la versione desktop. Accetta dati da qualsiasi fonte, collegandoli tra loro e fornendo i primi risultati in pochi minuti. Memorizza ogni informazione su un Cloud centralizzato e consente di visualizzare i report su tutti i dispositivi in tempo reale.

  • Dundas: estremamente facile da usare, è basato su un browser ed è utilizzabile anche su dispositivi mobili. Offre strumenti drag and drop e fornisce report personalizzati per aziende di qualsiasi dimensione.

  • Zoho Reports: offre una prova gratuita e inserisce tutti i dati raccolti in un database Cloud.
    L’interfaccia è intuitiva e integra dati provenienti da file e applicazioni diversi, combinati grazie a formule matematiche in una pagina Excel e poi trasferiti sulla nuvola.
    Il report finale può essere stampato o inviato per email.

  • Sisense: grazie all’Intelligenza Artificiale è molto veloce e i processi di analisi sono semplificati. Sfrutta una tecnologia end-to-end, è una piattaforma scalabile e facilita i flussi di lavoro.

  • Clear Analytics: un software che integra Excel per elaborare progetti senza bisogno di formattare o migrare nulla, dando importanza alla sicurezza. Acquisisce direttamente i dati con un generatore di query dinamico, fornendo report condivisibili e reperibili in un sistema centralizzato.

La business intelligence raccoglie e analizza i Big Data, rendendoli uniformi e selezionando solo quelli effettivamente utili per gli obiettivi di business.

Dove applicare la Business Intelligence

Sono tanti i settori in cui la business intelligence può essere applicata con successo, rivelando i numerosi vantaggi che può portare nel concreto.

Nel settore finanziario, per esempio, si possono identificare meglio quali sono i clienti a cui proporre un cambio di investimento e quali sono le prestazioni e l’andamento delle singole filiali sul territorio.
È possibile migliorare l’assistenza e ottimizzare i processi per ridurre i costi e aumentare i profitti.

Nella logistica si può migliorare l’organizzazione interna analizzando le rotte di trasporto incrociate con i dati relativi ai costi e nelle vendite si possono prevedere i trend di mercato cambiando le politiche di prezzo.
Parlando di customer management, invece, si può trovare un equilibrio vantaggioso tra servizi offerti e valore del singolo cliente, mentre nel settore delle risorse umane si può stilare un utile report che tenga conto delle ore lavorate, del numero dei dipendenti e dei compensi.

Questi sono solo alcuni esempi pratici, ma la BI è molto importante anche in ambiti come la sanità, l’istruzione, l’informazione, l’industria e l’alimentare.
I settori sono pressoché infiniti e sottolineano l’importanza che ormai ricoprono i dati nella società odierna.

Business intelligence vs. data science

La business intelligence e la data science sono due tecniche che analizzano i dati per ricavare dei report utili alle aziende e possono quindi sembrare sinonimi.

In realtà i due processi sono molto simili ma non uguali e possono essere considerati due facce diverse della stessa medaglia.
La data science, infatti, analizza i dati e gli eventi passati per capire cosa potrebbe accadere in futuro, esaminando le probabilità e i risultati per risolvere determinati problemi di business.
La BI, invece, si focalizza sul passato e sul presente, fornendo dati, grafici e diagrammi utili per comprendere la situazione attuale e avere una panoramica completa sullo stato del business.

La data science, quindi, agisce partendo da uno scopo ben preciso ed esamina i dati cercando risposte a domande prestabilite; al contrario la BI ha un raggio d’azione più ampio e nell’analisi si mantiene generica, dando vita a dei report di cui solo in seguito si scopre l’importanza.

La business intelligence, inoltre, comprende discipline come la data analytics e la business analytics, inserendosi per individuare le relazioni tra i dati e trarre conclusioni proficue.
La data science, dall’altro lato, sfrutta i modelli statistici e le analisi predittive.

Business intelligence: le prospettive per il futuro

La business intelligence è in continua evoluzione e si rinnova costantemente per venire incontro alle nuove tecnologie e alle mutevoli esigenze aziendali.

In particolare la BI cercherà di integrare sempre meglio l’Intelligenza Artificiale e delle tecniche di apprendimento automatico, in modo che gli utenti possano contare su queste risorse per rendere le proprie strategie ancora più efficaci.

Maggiore importanza verrà inoltre data alla sicurezza, tema di rilievo quando si parla di dati, soprattutto in merito alle leggi sulla privacy e alle norme legate al GDPR.
Si cercherà di orientarsi anche verso un’analisi predittiva per capire le probabilità future e si tenterà di potenziare la possibilità di raccogliere e interpretare dati in tempo reale.

Si punterà sulla collaborazione e si favorirà l’interazione tra manager, dipendenti e utenti, mettendo a disposizione nuove tecnologie e ottimizzando le dashboard.
Infine sarà fondamentale incorporare quasi ovunque la possibilità di accedere a piattaforme di BI anche da dispositivi mobili e si proverà ad automatizzare il più possibile i processi.

Come abbiamo visto, quasi ogni settore, oggi, si basa già sulla business intelligence per migliorare le proprie attività, ma si prevede che in futuro aumenteranno esponenzialmente e nuove aziende scopriranno i vantaggi che la BI può portare.