Pubblicato: 18 Febbraio 2022  -  Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2022

Cloud Computing: tutto quello che c’è da sapere

Cloud Computing: tutto quello che c’è da sapere

Il Cloud Computing rappresenta oggi una grossa risorsa per le aziende e per comprenderne appieno il valore è necessario analizzarne le fondamenta tecnologiche.
È infatti un paradigma di business nuovo a tutti gli effetti, che offre opportunità e vantaggi rivoluzionari rispetto alla gestione dei sistemi tradizionale.

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Vediamo in questo articolo in cosa consiste, quali tipologie esistono e tutti i modelli di servizio disponibili.

Cos’è il Cloud Computing?

Il Cloud Computing è l’erogazione di servizi – richiesti da un’azienda cliente – attraverso la rete Internet e quindi accessibili on-demand e in modalità self-service.
Questi servizi consentono di utilizzare determinate risorse – come storage, server, networking, database, trasmissione dati, applicazioni e intelligence – preesistenti, configurabili e disponibili in remoto sotto forma di architettura distribuita.

Si paga quindi in base al consumo e non più in base al possesso e si ha accesso alle tecnologie tramite un canone di servizio, risparmiando sull’acquisto di hardware e software e sulle spese di configurazione, gestione e manutenzione.
Il Cloud Computing è quindi una nuova opportunità grazie al quale le aziende possono sfruttare la logica pay-per-use passando da spese in conto capitale a spese operative, ossia necessarie per gestire un prodotto o un servizio.

Il Cloud, inoltre, mette a disposizione diverse tipologie di implementazione e si possono individuare tre differenti modelli: Cloud privato, Cloud pubblico e Cloud ibrido.
Analizziamoli meglio nel prossimo paragrafo.

Cloud Computing: le principali tipologie

Non esiste un unico modello di implementazione del Cloud, ma sono disponibili tre differenti alternative tra cui scegliere in base alle proprie esigenze.
Eccole nel dettaglio:

  • Cloud privato (o private Cloud): il modello di private Cloud implica che le risorse IT disponibili on-demand vengano sfruttate da un’unica azienda. Quest’azienda può possedere tali risorse, averle in house – cioè all’interno del proprio Data Center ed erogate sotto forma di servizio ai propri utenti interni, clienti, partner, fornitori, ecc. – oppure in hosting all’interno del Data Center di un provider.
  • Cloud pubblico (o public Cloud): in questo caso le risorse IT sono di proprietà del service provider che eroga servizi IT alle imprese e agli utenti attraverso Internet sfruttando risorse condivise da più aziende/utenti.
  • Cloud ibrido (o hybrid Cloud): è la combinazione tra Cloud privato e Cloud pubblico. Implica la condivisione di risorse, dati e applicazioni tra ambienti IT differenti (pubblici o privati), alcuni dei quali in house nel Data Center aziendale ed altri invece di proprietà dei service provider.

SaaS, PaaS e IaaS: il cloud computing classificato in base ai differenti modelli di servizio erogati.

I 3 modelli di servizio

Esiste però un altro tipo di classificazione, che tiene conto dei differenti livelli tecnologici sui quali si sviluppano i sistemi e le architetture IT.

In base a questo criterio si individuano tre differenti modelli con cui vengono erogati i servizi:

  • Iaas – Infrastructure as a service: il provider – un public Cloud provider oppure l’azienda stessa che eroga i servizi in forma di private Cloud – offre ai clienti/utenti risorse infrastrutturali, ovvero server e macchine virtuali, risorse di archiviazione, reti e sistemi operativi. Su tali risorse si possono installare e gestire autonomamente le proprie piattaforme e applicazioni.
  • Paas – Platform as a service: il provider offre al cliente/utente piattaforme middleware ottimizzate e già preconfigurate per lo sviluppo, il testing e l’erogazione delle proprie applicazioni. I servizi Paas, infatti, forniscono un ambiente su richiesta e accessibile facilmente via Web, utile per lo sviluppo, il test, la distribuzione e la gestione di applicazioni software. Senza doversi preoccupare della configurazione o della gestione dell’infrastruttura tecnologica sottostante.
  • Saas – Software as a service: il provider offre applicazioni pronte all’uso gestite su un’infrastruttura Cloud senza che l’utente se ne accorga. I servizi Saas, quindi, ospitano e gestiscono le applicazioni software e l’infrastruttura tecnologica sottostante (comprese attività di manutenzione, gli aggiornamenti software, l’applicazione di patch di protezione, ecc.) mentre gli utenti utilizzano la soluzione applicativa, sempre aggiornata, accedendovi in modo molto semplice via Web.

I vantaggi del Cloud Computing

Perché, quindi, un’azienda dovrebbe sceglie di puntare sul Cloud Computing?

Innanzitutto perché consente alle aziende di avere servizi tecnologici sempre aggiornati pagando solo per il reale utilizzo che ciascuno deve farne (soprattutto per quanto riguarda il public Cloud).
Evitando così di investire il budget in risorse superflue.

E poi perché i vantaggi sono numerosi e concreti non solo per le grandi aziende, ma anche per le PMI.
Approfondiamo i principali:

  • Agilità, scalabilità e flessibilità: il Cloud Computing permette di ridimensionare le risorse IT in modo molto agile, veloce ed elastico. I servizi Cloud vengono erogati in modalità self-service e on-demand (su richiesta), quindi consentono la massima flessibilità e scalabilità.
  • Produttività aumentata e time-to-market ridotto: la configurazione delle risorse di un Data Center, nonché attività come aggiornamento e manutenzione, richiedono un impegno ingente, sia in termini di tempo che di risorse da dedicare. Con il public Cloud il problema si risolve e il personale IT può dedicarsi ad attività più vicine al core business aumentando produttività, redditività e competitività.
  • Controllo dei costi: il passaggio da costi di capitale a costi operativi permette un maggior controllo generale sui costi riducendo o eliminando alcune voci di spesa solitamente molto corpose, come quelle legate alla gestione e manutenzione delle infrastrutture. Inoltre si evitano sovra-allocazioni di risorse per gestire picchi o imprevisti.
  • Sicurezza e affidabilità: i livelli di sicurezza e affidabilità forniti dai public Cloud provider sono più elevati di quelli che si possono avere all’interno dei propri Data Center. E nella maggior parte dei casi i Cloud provider assicurano l’aderenza alle più stringenti regole normative in vigore.

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