Pubblicato: 12 Giugno 2021  -  Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2021

Cloud Migration: perché conviene e come eseguirla

Cloud Migration: perché conviene e come eseguirla

La Cloud Migration è un fenomeno che sta portando grossi vantaggi a moltissime aziende, dando un grosso contributo anche durante i difficili mesi di pandemia di Covid-19.

Perché conviene passare alla nuvola? Quali sono i modi migliori per farlo?

Scopri tutti i dettagli in questo articolo!

Cos’è la Cloud Migration

La Cloud Migration è una soluzione che permette di appoggiarsi al Cloud Computing, ossia l’insieme di servizi ICT accessibili on-demand e in modalità self-service grazie a tecnologie Internet.

Con la nuvola si può disporre di numerosi servizi che consentono di conservare e salvare file in un database remoto, anziché affidarsi a un disco rigido o a dispositivi di archiviazione locale.
Un grosso vantaggio per le aziende che in questo modo non necessitano più che un utente si trovi fisicamente in un luogo specifico per accedere a dati e programmi software.

Ecco perché la Cloud Migration ha avuto un grosso boom nei mesi di pandemia Covid-19, rivelandosi la risorsa ideale in un periodo in cui quasi ogni azienda si è cimentata nello smart working ed è stato necessario mantenere Business Continuity pur non lavorando in ufficio.

Eventi che nel 2020 hanno portato il Cloud Computing ad avere in Italia una crescita del + 21%, dando un grosso contributo alle imprese in un anno difficile e ricco di cambiamenti.

Tutti i tipi di Cloud

Prima di capire come funziona la Cloud Migration, è importante sapere che esistono diversi tipi di Cloud Computing, classificati in base ai modelli di implementazione del Cloud e ai differenti modelli di servizio disponibili.

Ecco quali sono le tipologie di Cloud in base ai modelli di implementazione:

  • Cloud privato o private Cloud: le risorse IT disponibili on-demand vengono sfruttate da un’unica azienda che possiede tali risorse e le ha in house – quindi all’interno del proprio Data Center ma erogate sotto forma di servizio agli utenti interni, i clienti, i partner e i fornitori – oppure in hosting all’interno del Data Center di un provider.
  • Cloud pubblico o public Cloud: le risorse IT sono di proprietà del service provider che eroga servizi IT alle imprese e agli utenti attraverso Internet, sfruttando risorse condivise da più aziende o utenti.
  • Cloud ibrido o hybrid Cloud: è la combinazione tra Cloud privato e Cloud pubblico e implica la condivisione di risorse, dati e applicazioni tra ambienti IT differenti – pubblici o privati – che possono essere in house nel Data Center aziendale o di proprietà dei service provider.

Considerando invece i i differenti modelli di servizi erogati, il Cloud computing viene classificato in:

  • Iaas – Infrastructure as a service: il provider offre agli utenti risorse infrastrutturali – come server e macchine virtuali, risorse di archiviazione, reti e sistemi operativi – sulle quali installare e gestire autonomamente le proprie piattaforme e applicazioni.
  • Paas – Platform as a service: il provider offre agli utenti piattaforme middleware ottimizzate e già preconfigurate, fornendo un ambiente su richiesta e facilmente accessibile.
  • Saas – Software as a service: il provider offre applicazioni pronte all’uso e gestite su un’infrastruttura Cloud. L’utente può poi usare la soluzione applicativa, sempre aggiornata, accedendovi in modo molto semplice via Web.

Non esiste un unico ambiente Cloud, ma ne esistono diverse categorie in base ai modelli implementati e ai servizi erogati.

I vantaggi della Cloud Migration

In un’epoca dove la trasformazione digitale è protagonista, è importante che un’azienda abbia gli strumenti adeguati per affrontarla e supportarla.

Ecco perché il Cloud è la giusta soluzione per affrontare le nuove sfide IT e beneficiare di un ambiente innovativo e conveniente per quanto riguarda la sicurezza, le performance e i costi.

I principali vantaggi di migrare sul Cloud, infatti, sono:

  • Scalabilità: si può passare con facilità tra i diversi piani forniti e si possono scegliere in qualsiasi momento la potenza di calcolo e la quantità di memoria di cui si ha bisogno.
  • Velocità: si può ottenere ciò di cui si ha bisogno in tempo reale, evitando la pianificazione di grandi quantità di risorse e rispondendo rapidamente a nuove opportunità di business.
  • Produttività: ci si può dedicare maggiormente agli obiettivi aziendali poiché è necessario un minore controllo rispetto a quanto accadeva con i sistemi di gestione dei dati in locale.
  • Prestazioni: i servizi di Cloud sono eseguiti su hardware innovativi e di ultima generazione.
  • Accessibilità: l’accesso all’ambiente Cloud è garantito da qualsiasi dispositivo, aumentando così l’efficienza e la quantità di servizi forniti ai consumatori.
  • Costo: oltre a far risparmiare su hardware e software, il Cloud consente di ottimizzare spesa capitale e spesa operativa sul lungo termine e permette una maggiore libertà finanziaria offrendo servizi in abbonamento.

Come eseguire la Cloud Migration

Per eseguire una Cloud Migration e cominciare a sfruttare tutte le funzionalità della nuvola, esistono diverse procedure che si possono seguire.

È quindi opportuno valutare l’opzione più conveniente dal punto di vista strategico e maggiormente in linea con gli obiettivi aziendali.
Bisogna inoltre capire quali sono le tecnologie a disposizione, il livello di competenza all’interno dell’azienda e il budget a disposizione.

Gli elementi da considerare sono tanti e solitamente la scelta richiede del tempo perché è una decisione che influenzerà l’intero business a lungo termine.
A volte, però, la scelta è più immediata, perché il Cloud può rivelarsi una necessità per reagire a situazioni di emergenza. Ne è un esempio concreto il boom dell’uso della nuvola durante la Pandemia di Covid-19, dove le imprese, spinte dagli eventi, hanno eseguito una Cloud Migration veloce e quasi improvvisata.

Le 4 strategie

Una volta che si è deciso di eseguire la Cloud Migration e si è capito quale ambiente Cloud è il più idoneo per i propri obiettivi, esistono quattro metodi con cui procedere.

Analizziamoli nel dettaglio:

  1. Lift & Shift: consente di migrare un’applicazione verso un nuovo ambiente Cloud infrastrutturale (IaaS) nel suo stato effettivo, mantenendo invariata la componente software e senza bisogno di modificare i codici. È un metodo veloce ma costoso e poco flessibile.
  2. Replatforming: consente di migrare un’applicazione verso un nuovo e diverso ambiente di esecuzione nel Cloud (PaaS) dopo che è stato eseguito un processo di ottimizzazione. È necessario intervenire con degli upgrade sul system software, il source code dell’applicazione e il framework di sviluppo, mentre l’architettura logica rimane invariata.
  3. Refactoring: prevede la riscrittura – parziale o totale – e la riprogettazione Cloud-ready dell’applicazione prima che possa migrare in un ambiente Cloud (IaaS o PaaS).
    L’architettura logica e il source code necessitano consistenti modifiche.
    È la procedura più drastica e lunga da eseguire, ma garantisce la possibilità di usufruire di un software interamente utilizzabile via Cloud.
  4. Repurchasing: consente di dismettere un’applicazione per sostituirla con un nuovo servizio Cloud-based. Non avviene quindi una vera e propria Cloud Migration di un’applicazione preesistente, ma si introduce un nuovo servizio SaaS.