Pubblicato: 2 Aprile 2019  -  Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021

Il cloud computing può spianare la strada alla tua impresa

Il cloud computing può spianare la strada alla tua impresa

La rivoluzione del mondo IT non solo per l’IT

Sin dai giorni in cui l’uso di internet ha iniziato ad essere popolare si è cercato di sfruttare al meglio i prodotti o servizi che gestiscono ed immagazzinano dati.

Oggigiorno, con l’aumento dell’utilizzo di smartphone, tablet e PC, riusciamo a connetterci ad internet da qualsiasi posto ed in qualsiasi momento: il fatto di voler avere a portata di mano ogni documento/foto (o qualsivoglia file) ha portato alla creazione di spazi di archiviazione personale, chiamati appunto “cloud”.

Sono diventate obsolete anche le pennette USB o gli hard-disk esterni in quanto si sta optando maggiormente per sistemi che prevedono una raccolta dei dati non più fisica ma cloud-based: il cloud computing è tra le tendenze che trainano l’innovazione nell’IT aziendale, ma anche la tecnologia “personale”.

Cloud storage vs cloud computing

Spesso con il termine cloud definiamo sia il cloud storage che il cloud computing, erroneamente usati in modo intercambiabile. Seppur abbiano molto in comune, si tratta di concetti diversi.

Con il termine cloud storage intendiamo il servizio che permette di archiviare file su un server remoto per poi poterli recuperare da più dispositivi ogni volta che si vuole, quindi si tratta di un sistema che consente di archiviare dati su internet come lo si farebbe su un computer. I principali fornitori di cloud storage sono Google Drive, DropBox, iCloud, OneDrive, Mega, i quali offrono sia piani base gratuiti che versioni a pagamento con spazio illimitato.

Non sono pochi gli aspetti positivi di tali servizi, tra cui l’archiviazione e la condivisone di file e la possibilità di conservare documenti importanti e di collaborare ad un progetto con altre persone mediante la condivisione dei dati.

Il cloud computing è collegato al cloud storage poiché anch’esso è utilizzato per lavorare e completare progetti specifici. Prima di poter utilizzare i sistemi di cloud computing è infatti necessario spostare i dati ed i documenti nel cloud (storage). Una volta caricati, questi possono essere elaborati per produrre materiale utile. Ne è un esempio la tipologia di cloud computing SaaS (Software as a Service) dove i dati immessi sul software da remoto, vengono poi trasformati tramite un’interfaccia software senza che il computer sia coinvolto.

Il cloud computing è essenzialmente indirizzato alle imprese mentre il cloud storage viene utilizzato sia per motivi professionali che personali.

Il business della “nuvola”

L’utilizzo del cloud computing, esempio di flessibilità ed economicità circa la fornitura di servizi IT, sta guadagnando terreno sia nel mondo del digitale che nel mondo degli affari. I benefici che ne derivano non sono pochi: migliore collaborazione, trasparenza, efficienza ed innovazione portano alla riduzione di ostacoli comunicativi, consentendo così l’accesso ad un pubblico più ampio (inclusi clienti ed appaltatori). Questa avanguardia rappresenta uno strumento valido per gestire al meglio le risorse, i dati e le informazioni potendoli organizzare in maniera più funzionale.

Non è nuova l’idea di creare e gestire un’azienda su Internet: già molte banche e alcuni grandi aziende (come Amazon, Ebay, ecc.) sfruttano da tempo le capacità del cloud computing per interazioni B2B e B2C. Ad oggi sono poche le aziende che non sono presenti sul web e addirittura un grande numero di PMI offre prodotti e servizi esclusivamente online.

In generale, il cloud è utile per diminuire il divario che si pone tra innovazione ed attuazione poiché è in grado di far raggiungere rapidi risultati: ovviamente occorre sapere quale tecnologia può essere più utile e in quale momento usare una piuttosto che l’altra.

Vantaggi e rischi per l’impresa

Essendo una soluzione adottata da molte aziende, occorre analizzare i vantaggi ed i rischi del cloud.

Tra i principali vantaggi:

  • Il costo, oltre a far risparmiare su hardware e software, il cloud permette sia una maggiore libertà finanziaria poiché la maggior parte dei servizi è offerta tramite abbonamento, sia la possibilità di ottimizzare spesa capitale e spesa operativa sul lungo termine
  • La velocità, infatti è possibile ottenere ciò di cui si ha bisogno in tempo reale potendo evitare la pianificazione di grandi quantità di risorse e riuscendo anche a rispondere rapidamente a nuove opportunità di business
  • La scalabilità, è facilissimo passare tra i diversi piani forniti potendo scegliere in qualsiasi momento la potenza di calcolo di cui si ha bisogno o la quantità di memoria necessaria (ci si può allineare in base alle necessità)
  • La produttività, la quale permette di dedicarsi maggiormente agli obiettivi aziendali poiché è necessario un minor controllo rispetto a quanto accadeva con i sistemi di gestione dei dati in locale
  • Le prestazioni, in quanto i migliori servizi di cloud sono eseguiti su hardware di ultima generazione
  • L’accessibilità, l’accesso all’ambiente cloud è garantito nei tablet, iPad, PC e smartphone. Non solo aumenta così l’efficienza, ma migliora i servizi forniti ai consumatori. Gli ordini richiesti, i documenti e i file rilevanti sono disponibili tramite un solo tocco

Tra i maggiori rischi:

  • Connessione Internet: per il cloud computing è il must-have per accedere ai dati (no internet no party)
  • Accesso non autorizzato ai dati degli utenti e dell’azienda, dopo aver esternalizzato dati e documenti ad un server di terze parti occorre fidarsi di quest’ultimi facendo comunque attenzione a possibili attacchi criminali
  • Conformità e rischi legali, occorre sapere chi è autorizzato ad accedere a tali dati e come questi sono protetti tenendo ben a mente che un provider potrebbe non essere responsabile di una violazione dei dati
  • Accordi non negoziabili, alcuni fornitori di cloud computing non permettono di negoziare la tipologia di contratto e ciò può essere svantaggioso per molte aziende
  • Incompatibilità: a volte, ci sono problemi di incompatibilità software
  • Flessibilità minima: l’applicazione vengono eseguiti su un server remoto e causa di ciò, le aziende che utilizzano il cloud computing hanno un controllo minimo sulle funzioni del software e dell’hardware

Tra i modelli di cloud computing: SaaS, PaaS, IaaS

I servizi di cloud possono essere distribuiti in base a vari modelli di servizio.

Software as a service (SaaS): in questo modello, le applicazioni vengono offerte come servizi su Internet piuttosto che come pacchetti software da acquistare da parte dei singoli clienti. Ne sono un esempio la suite Web di Google (elaboratori di testi, fogli di calcolo, ecc.), Microsoft online CRM e SharePoint, ecc. Queste possono richiedere un abbonamento mensile per utente o possono essere fatturate per utilizzo, entrambe molto più economiche del possesso e della manutenzione del software in locale.

Platform as a service (PaaS): si riferisce alla fornitura di servizi che supportano l’intero ciclo di vita dello sviluppo di applicazioni, tra cui progettazione, implementazione, debugging, test, distribuzione, funzionamento e supporto di applicazioni Web e servizi su Internet. Molto spesso i browser Internet vengono utilizzati come ambiente di sviluppo. PaaS consente agli utenti SaaS di sviluppare componenti aggiuntivi, nonché di sviluppare applicazioni Web indipendenti, riutilizzare altri servizi e sviluppare collaborando in un team. Tuttavia, il blocco del fornitore, l’interoperabilità limitata delle piattaforme e le limitazioni delle piattaforme di programmazione nel supporto di alcune funzionalità sono i principali problemi legati all’uso delle piattaforme attuali.

Infrastructure as a service (IaaS): le risorse hardware (come lo storage) e la potenza di calcolo (CPU, memoria, RAM, banda di rete, ecc.) sono essi stessi offerti come servizi ai clienti. Ciò consente alle aziende di noleggiare piuttosto che spendere soldi per acquistare server dedicati e apparecchiature.

Infine, citiamo il Serverless computing: un nuovo modello di servizio in cui il provider fornisce una singola funzione di computing as a service, con API o micro-servizi, fatturati solo quando vengono richiesti.

Cloud privato e pubblico

Le imprese hanno implementato tecniche di infrastruttura adattativa. Queste includono l’utilizzo della virtualizzazione per affrontare il problema della sottoutilizzazione integrata con le tecniche di automazione per ridurre i costi significativi del lavoro delle operazioni in ambito IT.

Questo tipo di cloud è chiamato cloud “privato” in quanto è di proprietà privata delle imprese.

D’altra parte, ci sono altre offerte cloud (ad es. quelle fornite da Amazon, Google, Microsoft) per uso pubblico. Alcuni di questi cloud sono in effetti estensioni dei loro cloud privati ​​offerti al pubblico. Ci sono anche fornitori di servizi cloud che hanno creato e offerto servizi cloud esclusivamente per uso pubblico.

Consigli per passare al cloud

È necessario prendere in considerazione la singola realtà dell’infrastruttura aziendale, ma in generale prima di migrare verso un servizio di cloud è importante valutare il fornitore del servizio (solidità finanziaria, criterio di gestione dei rischi ben definito, sicurezza), la preparazione, la pianificazione e la migrazione di applicazioni e dati ed infine fare dei controlli di verifica. Certamente si deve sempre trattare di un passaggio graduale in modo che l’adozione avvenga in maniera naturale e senza problemi. Spesso, infatti, conviene aspettare un po’ prima di mettere tutto sul cloud: con il tempo si riesce a capire se le architetture adottate potranno essere riutilizzate anche per sviluppi futuri.

Inoltre, le aziende creano dei team che hanno il compito di capire se si trarrà vantaggio dalle possibilità offerte dal cloud, se è possibile sfruttare al meglio il cloud potendo velocizzare il proprio business e quali precauzioni è necessario prendere per far sì che tale migrazione sia un plus per tutti i soggetti interessati (e quindi anche per i clienti) potendo così parlare di opzione win-win.

Qualsiasi tipo di migrazione in ambito IT può essere pericolosa e soggetta a errori: l’esperienza è necessaria per prevedere ed evitare problemi e costi aggiuntivi. Potresti pensare di poterlo fare a poco prezzo da solo, ma a lungo andare ti costerebbe sicuramente di più: il consiglio è quello di affidarsi a degli esperti.

Conclusioni

Le decisioni che verranno prese oggi saranno certamente determinanti anche per il futuro. Il cloud è particolarmente allettante per le PMI e le start-up, perché consente di ridurre significativamente gli investimenti in infrastrutture tecnologiche e di pagare solo le tecnologie informatiche direttamente utilizzate.

L’economicità del Cloud Computing, rispetto all’hardware e al software utilizzati in locale, sta riducendo in modo significativo il costo dell’infrastruttura e ciò è strettamente legato ai vantaggi tecnologici quali alti livelli di virtualizzazione e scalabilità.