Pubblicato: 17 Marzo 2019  -  Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2021

Iperconvergenza: l’IT al centro dell’impresa

Iperconvergenza: l’IT al centro dell’impresa

Come un sistema iperconvergente può cambiare la vita del tuo business

Le richieste che arrivano dal mondo del Business rendono l’IT complesso e di difficile gestione poiché il mercato è sempre più alla ricerca di soluzioni veloci, flessibili e ad un basso costo: ciò porta alla disponibilità di budget minori. Le infrastrutture dell’IT, oramai elemento strategico per l’efficienza dei processi dell’intero business, si trovano a dover affrontare sfide in termini di costi, protezione dei dati, complessità e tempi di recupero.  

guida iperconvergenza

La risposta a queste nuove esigenze è stata la virtualizzazione dei server e il cloud computing: ulteriore evoluzione tecnologica che si può riassumere nella parola di Iperconvergenza.

Si tratta di un’architettura orientata al software che integra strettamente risorse di elaborazione, storage e virtualizzazione in un singolo sistema che di solito è costituito da hardware x86. Un sistema iperconvergente può anche essere venduto come software che può essere installato sull’hardware esistente di un acquirente o come hardware acquistato appositamente per l’installazione consentendo di ridurre l’OPEX (spesa operativa) grazie alla minor richiesta di risorse e spazio.

Un parolone?

L’iperconvergenza consente di implementare in modo semplice e rapido soluzioni infrastrutturali con l’integrazione per desktop virtuali e per lavori in sedi remote locali.

Infatti, un sistema iperconvergente è volto ad eliminare i classici problemi di gestione dell’IT, essendo una piattaforma server virtualizzata e preconfigurata che combina risorse di elaborazione, storage, rete e software di gestione con la possibilità di essere gestita da un singolo applicativo.

I fornitori di servizi IT tradizionali hanno abbracciato la nozione di infrastruttura iperconvergente (HCI, hyper-convergent infrastructure) poiché cercano di diventare l’unica fonte per tutte le esigenze informatiche a cui le aziende devono far fronte.

Forse il driver preponderante, che sta alla base dell’utilizzo dell’infrastruttura IT è l’esigenza costante del consolidamento di server e data center: sfruttando la virtualizzazione, molte attività e carichi di lavoro riescono ad operare su meno server fisici. Stiamo assistendo ad una maggiore implementazione dei servizi cloud a scapito dei data center remoti che vengono rimossi o rinnovati.

In termini tecnici ciò che caratterizza questo tipo di architetture è un “layer software grazie al quale le risorse di computing e storage di ogni nodo sono combinate in un pool unico e messe a disposizione di qualsiasi operazione debba essere svolta”. Queste architetture sono quasi sempre utilizzate per ambienti di virtualizzazione, quindi ciò significa che le risorse di elaborazione e di storage sono accessibili a qualsiasi macchina virtuale venga eseguita. Quando la potenza di elaborazione del sistema non è più sufficiente o manca spazio storage, si aggiunge un nodo all’infrastruttura e le sue risorse si uniscono al pool complessivo.

Convergenza classica e iperconvergenza

L’iperconvergenza è un raffinamento che nasce dal concetto di infrastruttura convergente.

Le infrastrutture convergenti sono costituite da componenti che sono progettati od ottimizzati per operare in maniera integrata e hanno una forma di integrazione anche fisica quando si tratta di appliance: in un approccio convergente un fornitore consegna un insieme preconfigurato di hardware e software in un singolo chassis con lo scopo di minimizzare i problemi di compatibilità fra differenti componenti e semplificare la gestione delle infrastrutture stesse.

Diversamente dalla convergenza, l’iperconvergenza è un’infrastruttura software-defined che separa le operazioni dell’infrastruttura dall’hardware di sistema facendole convergere a livello di “hypervisor” in un singolo blocco (da cui il termine iperconvergenza).  I sistemi iperconvergenti utilizzano l’intelligence software-defined per abbattere i “silos” di storage ed elaborazione eseguendoli e gestendoli sulla stessa piattaforma di server, eliminando le inefficienze e accelerando l’elaborazione.

Potremmo dunque definire una piattaforma iperconvergente come un modo “chiavi in mano” in grado di supportare nuove distribuzioni senza dover mettere insieme nuovo hardware: le aziende si rivolgono anche a sistemi HCI per nuove applicazioni difficili da supportare nell’ambiente esistente.

3 trappole in cui non cadere

È bene stare attenti a non cadere in alcune trappole comuni:

  • Non sottovalutare i bisogni di capacità. Non è possibile parlare di scalabilità in termini di singoli componenti poiché la nuova unità che contiene memoria di calcolo aumenta la capacità nel suo insieme e non individualmente. Sottovalutando le esigenze in termini di capacità si potrebbe aver bisogno di un nuovo blocco: il tuo ROI non ne sarà contento.
    Consiglio: pianifica la capacità necessaria più un buffer di crescita.
  • Shock dovuto al prezzo dell’implementazione HCI. L’esborso iniziale per questo nuovo tipo di infrastruttura ti potrà sembrare molto alto ma devi tener bene a mente che non spendere di più all’inizio porta inevitabilmente a fare futuri aggiornamenti che potrebbero costarti molto di più. Il TCO di un sistema iperconvergenti è molto più basso di un’infrastruttura tradizionale se lo si guarda da una prospettiva di circa cinque anni.
  • Paura del cambiamento. Spesso si rimane bloccati e ci si sente a proprio agio con i vecchi sistemi che si è soliti usare. È di fondamentale importanza capire che l’HCI facilita il supporto e la risoluzione di problemi. Inoltre, invece di avere 3 diversi vendors che lottano tra loro per la risoluzione di un problema, adesso avrai a che fare solo con un fornitore.

E come se non bastasse ogni amministratore IT sarà in grado di gestire da un singolo pannello tutti gli aspetti dell’infrastruttura.

Perché dovresti scegliere un sistema iperconvergente?

Un sistema iperconvergente: semplifica installazione e gestione con sistemi integrati, offre assistenza hardware e software da un singolo fornitore, garantisce continuità operativa e disponibilità dei dati, consente crescita e aggiornamenti semplificati, proteggere i dati con supporto per backup e ripristino. Alcuni dei vantaggi citati sono già stati discussi, ma ci si deve soffermare su:

  • Velocità, l’implementazione dei sistemi è possibile in poco tempo potendo contare su sistemi pre-configurati.
  • Efficienza, semplice scalabilità verticale con blocchi modulari e sistemi infrastrutturali integrati. Questi notevoli vantaggi in termini di scalabilità portano con sé anche un modello di business basato sul “pay as you grow”, basterà aggiungere un ulteriore blocco che sarà automaticamente letto e reso compatibile con l’infrastruttura iniziale.
  • Semplicità, nessuno specialista cloud necessario ma solo un’unica piattaforma di gestione tipicamente dotata di interfacce user-friendly.
  • Riduzione dei costi, utilizzando un’unica e semplice interfaccia di gestione, i tempi di implementazione sono notevolmente ridotti.
  • Supporto, un’infrastruttura integrata fornita da un singolo vendor evitando i “Finger Points” tra vendor.
  • Affidabilità e sicurezza, rispetto ad un’infrastruttura tradizionale il backup, il recupero dei dati e il disaster recovery risultano più efficienti grazie alla possibilità di reagire velocemente tramite il pannello centrale di amministrazione. La chiave è la sicurezza centralizzata: gli hypervisor offrono protezione dell’apparato e scudi di protezione per le macchine virtuali che aggiungono più livelli di protezione per i componenti di virtualizzazione.

Le soluzioni dei vendor

I fornitori di infrastrutture HCI presentano diverse architetture con caratteristiche e capacità differenti in base ai bisogni ed ai carichi di lavoro.

I componenti chiave da considerare in una tale infrastruttura sono:

  • Dimensione del cluster, fattore predominante nella decisione di acquisto poiché determina il numero di nodi aggiungibili per cluster (alcuni supportano fino a 64 nodi). Ciò non significa che un sistema con meno nodi supportati sia inferiore, tutto dipende da ciò di cui si necessita

In base al fatto di trovarsi in una PMI o in una grande impresa le soluzioni variano.

  • Dimensione del singolo nodo, infatti è possibile configurare ciascun singolo nodo con la quantità di RAM, processore e tipo di archiviazione e capacità necessari.
  • Tipo di archiviazione, potendo scegliere su nodi basati su disco rigido, all-flash, ibridi, ecc. ovviamente in questo caso conta molto il fattore costo che per i sistemi flash ad alte prestazioni è più alto
  • Alcuni prodotti supportano più hypervisor, altri solo uno. Inoltre, una preoccupazione comune per l’iperconvergenza è la necessita di acquistare nuove licenze hypervisor ogni volta che si aggiunge un altro nodo.
  • Il lock-in del fornitore porta ad un’attenta analisi prima di scegliere il giusto vendor. Per ovviare a ciò è bene testare il prodotto in priva, chiamare il supporto, controllare i dati dell’azienda.
  • Il supporto multi-cloud sempre più condizionato dall’adozione di opzioni di private cloud e di architetture ibride. Il vantaggio arriva quando la piattaforma utilizzata può supportare più “contenitori” in modo nativo senza dover distribuire una serie di macchine virtuali che consumano risorse.
  • Il supporto, che deve essere correlato alle tue possibili esigenze cercando di capire se è possibile modificare leggermente il proprio ambiente per poter pagare un livello inferiore di supporto oppure si necessita di assistenza 24/7.

Concludendo…

I sistemi basati sull’iperconvergenza sono facili da usare poiché molte complessità sono gestite dallo stesso fornitore e tutto viene gestito da un unico pannello di controllo. L’alta affidabilità è garantita dalla ridondanza dello storage che rende ogni VM in grado si resistere ad un guasto. Inoltre, i sistemi iperconvergenti permettono di poter usufruire di applicativi sempre in attività che “spendono” solo lo stretto necessario garantendo una crescita in qualsiasi momento.

Spesso un progetto specifico funziona da catalizzatore che porta per primo un’HCI nel data center di un’azienda, di seguito alcuni casi di utilità: per sedi remote (standardizzazione di sistemi IT in diversi uffici, gestione locale dei sistemi), linee di business (ottimizzazione dei servizi applicativi, riduzione dei costi dell’IT, assistenza semplificata), medie imprese (implementazione dell’IT più veloce, gestione del sistema semplificata, ripristino di emergenza avanzato).

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