Pubblicato: 14 Aprile 2021  -  Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2021

Security by design: una procedura vantaggiosa per le aziende

Security by design: una procedura vantaggiosa per le aziende

Quando si parla di cyber security, è naturale pensare a sistemi difensivi e rimedi – come antivirus e firewall – che concretamente difendono il sistema informatico da ogni possibile minaccia.

Ciò che spesso viene trascurato, però, è che la sicurezza parte proprio dal sistema stesso e dal modo in cui si scrive il codice, basandosi sul concetto di security by design.

Vediamo meglio cos’è e perché è molto importante per ogni azienda o attività!

Cos’è la security by design

Seguendo il concetto di security by design, ogni programmatore e sviluppatore deve sempre tenere conto di determinati elementi o parametri durante ogni fase di scrittura del codice, da quella di progettazione a quella di testing.

Lo sviluppo software e hardware deve avere quindi come obiettivo la prevenzione delle vulnerabilità, possibile attraverso il costante monitoraggio e una programmazione efficace e attenta alla leggibilità.

Adottando questi accorgimenti si possono avere servizi, programmi, applicazioni e prodotti affidabili e progettati appositamente per essere sicuri.
Si possono prevedere attacchi e minacce fin dalle fondamenta del progetto e attuare scelte strategiche che garantiscono una base solida al sistema informatico.

guida cyber security

Un esempio di security by design è la tecnica, oggi molto diffusa, di creare linguaggi formali specifici per determinate proprietà di un software.
In questo caso le specifiche vengono confrontate automaticamente con il codice che si sta scrivendo, assicurando così un’implementazione corretta e funzionale.

Un espediente importante per evitare falle e malfunzionamenti e creare un sistema di qualità che sia meno soggetto alle vulnerabilità.

I vantaggi della security by design

Utilizzare questo tipo di approccio è un grosso vantaggio per tutte le aziende, perché garantisce maggiore sicurezza in un periodo tanto critico per la cyber security.

Negli ultimi anni, infatti, gli attacchi informatici sono cresciuti a dismisura, rappresentando oggi una minaccia più che reale non solo per i grandi nomi del business, ma anche per le aziende più piccole.
Affidarsi quindi a un sistema operativo che già in partenza punti alla sicurezza, è un metodo di difesa importante, che garantisce maggiore serenità in ogni ambito lavorativo.

La security by design, inoltre, è un vantaggio economico molto sostanzioso, capace di ottimizzare i costi e ridurre le spese dovute a sistemi difensivi retroattivi, oggi estremamente costosi.
In più è un ottimo modo per minimizzare i danni finanziari e d’immagine dovuti a un attacco, limitando il grosso impatto negativo che possono avere su un’azienda.

Un altro aspetto conveniente è la certezza, fin da subito, di affidarsi a un codice pulito, funzionale e di qualità: una sicurezza da non sottovalutare considerando quanto sia difficile rimediare alle vulnerabilità individuate dopo lo sviluppo del software.
Correggere gli errori richiede fatica, importanti operazioni di refactoring e tanto tempo a disposizione. In più, se l’errore è strutturale, può risultare quasi impossibile rimediare e ci si trova obbligati a ritirare il prodotto.

Infine è importante ricordare che la security by design non si limita al settore IT, ma è applicabile in qualsiasi ambito, coinvolgendo i processi e le policy aziendali.

Con la security by design il concetto di sicurezza parte dal codice, che tiene conto di determinati parametri dalla fase di progettazione fino a quella di test.

Come funziona?

Per programmare in modo sicuro, si deve adottare un approccio sistematico basato su controlli, verifiche e audit.

La priorità è quindi ottenere un software che risulti sicuro già in fase di progettazione, piuttosto che affrontare le minacce al termine del processo in maniera retrospettiva.

Come si raggiunge questo obiettivo?

Innanzitutto bisogna valutare quali sono le vulnerabilità e i rischi a cui si può andare incontro realizzando un software.
L’analisi viene svolta a livello architetturale e implementativo e si adattano gli asset coinvolti alle possibili minacce.

Anche durante la produzione e la scrittura del codice si ipotizzano tutte le eventuali conseguenze e si predispongono delle contromisure di tipo tecnologico, organizzativo e procedurale.

Infine si eseguono tutti i security test necessari per valutare il livello di cyber security generale.
I test più frequenti sono il Penetration test, il Vulnerability Assessment e il Binary Code Review, tutti eseguiti in modalità black box testing e white box testing.

Dove si usa la security by design?

La security by design è applicabile con successo i diversi settori.

Proviamo ad analizzare i più rilevanti e che influenzano maggiormente la nostra quotidianità.

Internet of Things e sicurezza

L’Internet of Things – o IoT – significa letteralmente “Internet delle cose” e indica una serie di oggetti considerati intelligenti perché connessi tra loro e capaci di scambiarsi informazioni.

Si parla quindi di smartphone, smart watch, smart car e molti altri.
Pensando a quanto siano diffusi questi oggetti, è facile capire che i dati personali e sensibili veicolati in questa rete sono moltissimi ed è evidente quanto sia importante garantire sicurezza e massima protezione.

Per questo è fondamentale progettare dispositivi che puntino alla sicurezza già in fase di sviluppo, affidandosi a programmatori che sappiano salvaguardare la privacy degli utenti finali e prevedere e anticipare le richieste dei consumatori.

Seguendo la security by design e scrivendo un codice il più possibile ottimizzato, si possono inoltre evitare gli update rilasciati dopo il lancio di un prodotto: risparmiando grosse spese di denaro e liberando gli utenti dall’onere di fare gli aggiornamenti.

Anche il GDPR sfrutta la security by design

Con l’introduzione del GDPR – l’insieme di norme sulla privacy entrate in vigore nel 2018 – l’attenzione globale si è spostata sulla sicurezza e la protezione dei dati personali.

Dalla semplice adozione di misure di sicurezza di base, si è passati a un sistema che ha l’obbligo di tutelare gli utenti, non solo correggendo gli errori e rimediando agli incidenti, ma garantendo anche un’importante attività di prevenzione.

Ed è qui che entra in gioco la security by design, i cui principi sono necessari per programmare processi di trattamento dei dati personali che possano tutelarli fin dalla fase di progettazione.

Ogni scelta deve essere presa in ottica di cyber security e si deve sempre seguire il principio di accountability.

La security nel mondo dell’industria

Con l’avvento dell’industria 4.0, tutto il settore secondario si è evoluto e informatizzato, incorporando macchinari e componenti connessi tra loro.

Chi progetta queste macchine punta di solito a progettare attrezzature che siano efficienti, solide e abbiano un buon rapporto qualità-prezzo.
Tralasciando gli aspetti legati alla cyber security.

È una svista che ci si può ancora permettere? La risposta è no, perché i rischi sono molto alti e i danni – economici e di immagine – possono avere conseguenze gravi.

Per questo è utile seguire un approccio di security by design e progettare macchinari attenti alla sicurezza e conformi a certificazioni e caratteristiche specifiche.
Inoltre è importante adottare accorgimenti che agiscano su una realtà industriale nel suo insieme, senza intervenire su elementi singoli rischiando interruzioni di business continuity.

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