Pubblicato: 30 Giugno 2021  -  Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2021

VDI: cos’è e come implementarla in azienda

VDI: cos’è e come implementarla in azienda

La VDI è una soluzione di virtualizzazione che offre numerosi vantaggi relativi alla sicurezza e alla gestione della configurazione.

In cosa consiste questa tecnologia? Quali sono le caratteristiche?

Scoprilo in questo articolo!

Cos’è la VDI

La VDI è un’infrastruttura di desktop virtuale, una tecnologia che sfrutta le macchine virtuali per fornire e gestire un’interfaccia desktop.

Si basa su un server centralizzato che ospita ambienti desktop per poi distribuirli su richiesta agli utenti finali.
Vi si può accedere grazie alla rete usando dispositivi endpoint come tablet e laptop e l’intera attività di elaborazione viene eseguita da un server host.

È una soluzione che consente di mantenere continuità in azienda e che si integra perfettamente con le attività in smart working, anche le più complesse.

Come funziona una VDI

Perché un’infrastruttura di desktop virtuale funzioni, sono necessarie due particolari tecnologie chiamate hypervisor e broker di connessione.
Queste tecnologie si trovano in un Data Center in cui è collocato un server remoto a cui si può accedere grazie alla rete.

L’hypervisor è un software in grado di segmentare i server in delle macchine virtuali che ospitano i desktop virtuali a cui gli utenti accedono da remoto attraverso i propri dispositivi.
Separa l’hardware fisico dal sistema operativo logico e permette di usare più desktop virtuali da un server fisico unico.

Operazioni possibili grazie al broker di connessione, un gateway che funziona come un intermediario basandosi su un software e permettendo agli utenti finali di accedere ai desktop virtuali e lavorare.

Con una VDI, quindi, si può disporre di tutto ciò che si trova in un desktop fisico tradizionale ma in forma virtuale : dal sistema operativo – Windows o Linux – alle applicazioni aziendali, dai documenti agli altri tipi di dati.
Rendendo l’esperienza dell’utente il più possibile simile a quella che si ottiene usando un computer fisico.

Quali sono i vantaggi di una VDI?

Tra i numerosi benefici che un’infrastruttura di desktop virtuale offre, spicca la possibilità di accedervi da remoto: gli utenti possono collegarsi da qualsiasi luogo nel mondo e disporre dei propri dati lavorando tranquillamente in smart working.

Archiviando i dati su un server, inoltre, si riesce maggiormente a garantire sicurezza, poiché nulla andrebbe perduto in caso di guasti, incidenti o attacchi informatici di varia natura.
La gestione del sistema diventa centralizzata e si possono installare le patch, nonché configurare e aggiornare con un’unica operazione tutti i desktop virtuali.

Una VDI è anche molto scalabile e permette a un’azienda di espandersi in pochissimo tempo – anche per un breve periodo – configurando nuovi dispositivi endpoint.
E non solo: le infrastrutture di desktop virtuali possono essere impiegate come soluzione di backup e ripristino di emergenza, dato che i dati vengono archiviati e salvati sul server remoto costantemente.

Infine un grosso vantaggio è il risparmio sui costi che si può ottenere. Per accedere a una VDI, infatti, si possono utilizzare anche dispositivi vecchi e non c’è bisogno di particolari requisiti hardware. L’elaborazione viene eseguita sul server e gli utenti non necessitano di costosi strumenti hardware all’avanguardia. Bastano normali device mobili come i tablet.

Quali invece gli svantaggi?

La prima cosa da ricordare quando si decide di puntare su una VDI, è che questo tipo di tecnologia non è semplice da usare e non funziona in maniera automatica.
Bisogna implementare diverse tecnologie avanzate che coordinino tra loro e riescano insieme a creare i presupposti per creare un’infrastruttura di desktop virtuale.

Sono quindi molto complesse da usare e non tutte le aziende hanno le competenze IT necessarie per poterle installare e gestire.

Le VDI, inoltre, rendono più difficile prevedere il conflitto di risorse dei carichi di lavoro e per fare in modo che non entrino in conflitto con gli altri carichi di lavoro nel data center, viene associato un PoD hardware dedicato e progettato per supportare un determinato numero di desktop virtuali.

La VDI è una soluzione di virtualizzazione che offre numerosi vantaggi relativi alla sicurezza e alla gestione della configurazione.

Le 2 diverse implementazioni

Se si sceglie di affidarsi a un’infrastruttura di desktop virtuale, ci sono alcuni passaggi da seguire.

Innanzitutto si deve preparare la rete e prevenire possibili picchi di domanda assicurando una capacità di banda sufficiente.
Poi si deve eseguire un capacity planning e monitorare le prestazioni per capire le risorse utilizzate dai desktop virtuali ed evitare così l’underprovisioning.

È importante anche capire nel dettaglio quali sono le esigenze degli utenti finali che utilizzeranno la VDI e predisporne la configurazione più adatta provvista di ogni caratteristica desiderata.
Prima di iniziare a usare soluzioni di virtualizzazione, si deve provvedere a eseguire dei test pilota e verificare di avere valutato correttamente il provisioning delle risorse.

Queste best practices sono consigli utili e validi ogni qual volta si decide di installare una VDI, di qualunque tipo essa sia.
Esistono infatti due diversi tipi di implementazione, ognuna con caratteristiche ben precise. Analizziamole nel dettaglio.

La VDI persistente

Un’infrastruttura di desktop virtuale si definisce persistente quando gli utenti si connettono regolarmente allo stesso desktop.
In questo caso si può personalizzare la VDI in base alle proprie esigenze e preferenze e salvare di volta in volta le modifiche effettuate.

Per esempio si possono memorizzare le password, creare dei collegamenti o impostare degli screensaver, rendendo il desktop virtuale del tutto simile a un desktop fisico tradizionale.

La VDI non persistente

Una VDI non persistente è invece una soluzione virtuale generica a cui gli utenti si collegano senza regolarità.
Non assume le sembianze di un dispositivo personale e non possono essere eseguiti salvataggi e modifiche.

È un’infrastruttura più semplice da usare rispetto a quella persistente e anche più economica, poiché si evitano i costi della personalizzazione delle sessioni.

Questo tipo di VDI è la più usata nelle grandi aziende, dove gli utenti sono numerosi o le attività da eseguire sono talmente ripetitive e standard da non necessitare di funzionalità su misura.

Entrambe le implementazioni sono ottime soluzioni per accedere da remoto e da qualsiasi luogo nel mondo ai sistemi informatici aziendali, offrendo importanti vantaggi alle aziende che decidono di adottarle.

Casi d’uso della VDI

La VDI è una tecnologia che può essere sfruttata con successo in tantissimi campi molto diversi tra loro.

Tra i principali troviamo:

  • Smart working: con la VDI si ha accesso agli ambienti desktop tramite più o meno qualunque dispositivo abbia una connessione a Internet, rivelandosi la soluzione ideale per chi lavora da remoto. Da un’unica posizione centralizzata si possono aggiornare tutti i desktop virtuali ed è possibile controllare gli accessi ai software principali. I lavoratori possono accedere ai dati e alle stesse risorse dell’organizzazione, mantenendo il controllo delle applicazioni e avendo a disposizione desktop personalizzati.
  • Dipendenti a contratto: i lavoratori temporanei con contratto determinato si ritrovano ad accedere alle risorse dei colleghi, minando potenzialmente la sicurezza. Per questo un desktop virtuale diventa estremamente utile, permettendo di controllare l’accesso alle risorse aziendali ed evitando di dover investire in nuovi dispositivi endpoint fisici da distribuire durante il contratto a termine.
  • BYOD: nelle aziende con politiche di Bring Your Own Device – che prevedono che ogni dipendente porti e utilizzi i propri dispositivi – la VDI offre sicurezza, perché i dati sono custoditi nel server e non nei device usati dagli utenti finali.
  • Call Center: in questo tipo di attività i dipendenti eseguono attività specifiche in un desktop standard. Con una VDI si possono predisporre dei desktop disponibili solo durante le ore di lavoro di un dipendente, riducendo al minimo l’overhead legato alla distribuzione di singoli desktop tradizionali. I desktop non persistenti possono essere implementati sfruttando solo il software installato e poi distribuiti in siti fisici con facilità.